Grecia: Credibilita' internazionale e stabilita' politica
di Ninni Radicini
L'Assemblea nazionale greca ha approvato la legge
finanziaria con 166 voti a favore e 133 contro. Per il 2006
sono previsti una serie di traguardi tra i quali: la
crescita del Prodotto interno lordo (3.8% contro il 3.6% del
2005), quella delle esportazioni (6.8% contro il 5%); la
diminuzione della inflazione (3.2% contro 3.5%) e della
disoccupazione (9.8% contro 10%).
Il primo ministro Kostas Karamanlis, definendo il bilancio
"di transizione dalla incertezza alla sicurezza", ha reso
noto che negli ultimi
due mesi le entrate fiscali sono aumentare dell'11%, grazie
all'azione di contrasto della evasione fiscale, e che si
puntera' alla riforma
del settore scolastico, alla trasparenza assoluta del
sistema politico e alla protezione dell'ambiente.
In sede di dibattito, come in ogni normale dialettica
parlamentare, l'opposizione non ha mancato di contestare i
dati forniti dal governo. Il Pasok, il maggiore partito di
opposizione, con il suo leader George Papandreou ha
sostenuto che la finanziaria "manca di
credibilita' come quella del 2005" e l'unico obiettivo
raggiungibile e' la diminuzione della coesione sociale.
Karamanlis ha respinto le dichiarazioni di Papandreou
invitandolo a confrontare i dati del governo di ND con
quelli del Pasok.
Critiche anche da parte di Alekos Alavanos, presidente di
Synaspismos - Coalizione della Sinistra e degli Ecologisti,
e da Aleka Papariga, segretario generale del KKE - Partito
comunista ellenico, che ha accusato sia ND sia il Pasok di
seguire la stessa linea di politica economica, a svantaggio
delle fasce piu' deboli della societa'.
Papariga ha anche chiesto a Pasok ed ND di esprimere la
propria posizione ufficiale in merito alla intenzione del
Consiglio d'Europa di approvare un atto sui "crimini dei
regimi totalitari comunisti", in discussione a gennaio. Per
il KKE rappresenta una "persecuzione
dei partiti comunisti". La finanziaria e' stata criticata
dalla Unione centrale delle municipalita' e delle comunita'
greche (KEDKE). Una sua delegazione ha manifestato
all'esterno del Parlamento chiedendo un aumento delle
risorse destinate agli enti locali. Karamanlis ha
detto che la correzione al ribasso dei fondi sara'
equilibrata da una parte del budget nazionale.
Valutazioni differenti si sono avute in merito al risultato
del recente summit della UE svoltosi a Bruxelles, in
particolare sull'assegnazione alla Grecia di 20.1 miliardi
di euro per il periodo 2007-13. Il governo ha rimarcato la
rilevanza del risultato conseguito, anche in virtu' delle
tensioni e dei veti che hanno caratterizzato il vertice,
prodromo forse di ben maggiori contrasti nelle prospettiva
di ulteriori allargamenti.
Che si tratti di un risultato di prestigio, lo dimostra in
modo implicito la dichiarazione del KKE, per cui se da un
lato i fondi elargiti da Bruxelles saranno utilizzati
soprattutto per infrastrutture e potenziamento del mercato,
a vantaggio degli imprenditori, e hanno come
unico fine quello di perpetuare il "mito" della UE, quest'anno
segnata da profonde crisi, tra cui la doppia bocciatura del
Trattato costituzionale in Francia e Olanda, per altro verso
quanto destinato alla Grecia e' "meglio di niente".
Sul fronte della liberalizzazione dei mercati la Grecia
procede raggiungendo risultati concreti, da presentare in
sede comunitaria come punti di merito. Tra questi, la
recente attivazione della prima centrale elettrica privata.
Realizzata a Echedoros (Tessalonica), dovrebbe diventare uno
dei maggiori centri di produzione energetica del Sud Est
dell'Europa, nella prospettiva di agganciarsi alle grandi
reti continentali.
Non c'e' stato pero' molto tempo per discutere sulla manovra
finanziaria perche' tutta l'attenzione e' stata catalizzata
da una dichiarazione di Karamanlis. Il premier ha detto che
il governo ha intenzione di avviare un procedimento di
revisione della Costituzione. Papandreou ha replicato che si
tratta di un tentativo di eludere le difficolta' della
maggioranza. Le modifiche, secondo quanto riferito dal
ministro Prokopis Pavlopoulos (Affari interni, Pubblica
Amministrazione, Decentramento), in una intervista al
giornale Vima non riguarderanno le relazioni tra Stato e
Chiesa, la legge elettorale, e l'articolo 14 che stabilisce
l'incompatibilita' tra proprieta' dei mass media e incarichi
pubblici. Tema, quest'ultimo, al centro di una controversia
non solo all'interno del mondo politico greco ma anche tra
governo e Ue.
A fine ottobre la Commissione Europea e la Grecia hanno
trovato un compromesso sulla legge che vieta ai proprietari
di mass media di ottenere contratti nel settore pubblico.
Secondo la UE questa legge - cosi' come le disposizioni
inserite nella revisione costituzionale del 2001 -
discriminano i proprietari dei media perche' conterrebbe il
presupposto che essi, per loro natura, sarebbero portati a
esercitare una influenza indebita nel settore pubblico.
Nel 2002 il precedente governo socialista aveva fatto
passare una legge di attuazione delle disposizioni
costituzionali in materia. In quella occasione la UE non
aveva avuto nulla da eccepire, perche' erano previste una
serie di clausole che permettevano di superare
la visione originaria di netta separazione tra proprietari
di mass media e settore pubblico. Questo tema e' stato uno
dei principali della campagna elettorale per le Legislative
2004. ND contestando l'"alleggerimento" della norma da parte
del Pasok ha proposto in alternativa una legge piu'
ermetica, diventata caposaldo del suo programma.
Dopo aver vinto le elezioni, il partito del premier ha
avviato l'iter parlamentare e la legge e' stata approvata
nel gennaio 2005. Il progetto di compromesso tra UE e Grecia
sostanzialmente depotenzia il bando, passando al Consiglio
nazionale della Radio e della
Televisione greca la responsabilita' di stabilire se i
proprietari dei mass media che entrano nel settore pubblico
esercitino pressioni indebite tramiti i loro mezzi di
comunicazione.
Siamo quindi in presenza di un raro caso di inversione di
ruoli nel tradizionale confronto tra UE e stati comunitari.
In genere alla UE si fa riferimento come "paladino"
dell'etica contro i tentativi da "soliti ignoti" dei
secondi. Stavolta e' stata una legge nazionale a ergersi a
difesa di un principio etico (su cui, e' ovvio, si possono
avere valutazioni e opinioni differenti), mentre la UE ha
tentato, in buona parte riuscendoci, di affermare una linea
piu' permissiva.
L'attenzione all'etica nella politica risulta apprezzata
dagli elettori greci. In una recente rilevazione condotta
dalla Mrb a inizio dicembre, ND si conferma primo partito
con 36,9% contro il 34.7% del Pasok. A seguire il KKE
(7.3%), Laos (3.6%), Synaspismos (3.4%). Nonostante la
differerenza, non certo incolmabile tra i due maggiori
partiti, gli intervistati credono che se si votasse a
brevissimo termine sarebbe ND a vincere (58% contro 29%).
Soprattutto sono i politici dei Nuova Democrazia a
confermare un
notevole livello di credibilita' tra gli elettori. Dora
Bakoyannis, sindaco di Atene, e' il politico piu' popolare
(61.1%) e Karamanlis e' considerato piu' adatto di
Papandreou nel ruolo di primo ministro (43.5% contro 34.9%).
Non solo in politica interna ma anche in politica estera la
Grecia segna risultati di rilievo, anche nelle iniziative
apparentemente non eclatanti. Ad esempio, quaranta deputati
del Congresso statunitense hanno firmato una dichiarazione
che sollecita la Fyrom (ex
Repubblica jugoslava di Macedonia) a raggiungere un
compromesso con la Grecia in merito al nome dello Stato,
chiamando le autorita' di Skopje a riesaminare il contenuto
di libri, mappe geografiche, e testi scolastici in modo da
non creare dissapori con la parte greca in fase di
negoziato.
In altro ambito, l'eco delle memorabili Olimpiadi di Atene
del 2004 e' ancora attivo. La Cina ha chiesto alla Grecia di
aiutarla nella organizzazione della prossima edizione dei
Giochi, dato il patrimonio di conoscenza ed esperienza
maturato lo scorso anno.
Consulenza di altissimo livello ufficializzata a maggio con
formazione di un comitato di cooperazione olimpica
cino-greco. Una collaborazione la cui qualita' e i cui
riscontri sono sintetizzabili nella decisione della Cina di
nominare la Grecia "Stato onorario" delle olimpiadi di
Pechino. La prevista prossima visita di Karamanlis in Cina
sancira' inoltre la ratifica di un protocollo per la
dichiarazione dell'"Anno della Grecia in Cina", nel periodo
tra settembre 2007 la fine del 2008.