Grecia: cambia la squadra di governo
 
di Ninni Radicini
 
A metà legislatura, il primo ministro ellenico Kostas Karamanlis ha proceduto a un cambiamento della compagine di governo. Sei
volti nuovi (cinque ministri e un vice); tre cambi di dicastero; cinque vice promossi al rango superiore. Confermata la linea, anche se
le riforme nel mercato del lavoro - privatizzazione delle aziende pubbliche e assunzioni a tempo determinato per gli statali - hanno
determinato le proteste del sindacato e, in varia misura, dell'opposizione. I recenti rilevamenti vedono Nuova Democrazia sempre
primo partito, 2 punti davanti al Pasok.
 
Tra i nuovi, il nome più eclatante è quello di Dora Bakoyannis, fino a ieri sindaco di Atene, erede di una delle grandi dinastie che
hanno segnato la storia politica della Grecia contemporanea. Il padre, Constantinos Mitsotakis, è stato primo ministro all'inizio degli
anni '90. Il suo governo cadde sulla questione della costituzione dello stato macedone ex jugoslavo: fu l'ultimo governo di ND, prima
della vittoria di Karamanlis alle elezioni del marzo '04. Il precedente ministro, Petros Molyviatis (77 anni), politico molto stimato, di
grande esperienza e preparazione, ha deciso di ritirarsi. Alla Difesa, al posto di Spilios Spiliotopoulos, va Evangelos Meimarakis, già
segretario di ND.
 
La nomina della Bakoyannis ha creato una iniziale apprensione a Cipro, dato il suo sostegno al piano di riunificazione presentato da
Annan, bocciato nel referendum dal 75% dei cittadini greco ciprioti, perché invece che alla riunificazione dell'Isola avrebbe portato
alla una confederazione di due stati. Con il sostanziale riconoscimento dell'auto proclamata repubblica turca di Cipro del Nord, non
riconosciuta a livello internazionale (solo dalla Turchia), formata dopo l'invasione compiuta dall'esercito di Ankara nel '74, tuttora
presente nell'Isola.
 
La conferma dei vice ministri Evripidis Stylianidis e Yiannis Valinakis e le immediate dichiarazioni del premier hanno diradato ogni
dubbio, confermando il sostegno di Atene a Cipro nella ricerca di un accordo condiviso dalle due parti - quella greca e quella turca -
per la riunificazione dell'Isola. Di recente, Karamanlis ha giustamente sottolineato che il negoziato non può non tenere conto del
risultato del referendum. Il prossimo prossimo piano per la riunificazione dovrà quindi essere una evoluzione sostanziale del
precedente.
 
Dimitris Avramopoulos, ex ministro del Turismo con ottimi risultati, passa alla Sanità al posto di Nikitas Kaklamanis, che sarà il
candidato sindaco di Atene per ND alle elezioni di ottobre. Al Turismo si insedia Fanni Palli-Petralia, ex vice alla Cultura, al cui
vertice va Giorgos Voulgarakis - prima all'Ordine pubblico - la cui nomina è stata letta come l'intenzione di ridurre le pressioni dopo
il recente scandalo delle intercettazioni telefoniche. Turismo e cultura sono la cosiddetta "industria pesante" della Grecia.
 
Al posto di Voulgarikis, Vyron Polydoras, militante storico di ND, eletto per la prima volta deputato nel 1981. Nikos Tsiartsionis,
ministro di Macedonia-Tracia, è sostituito da Giorgos Kalatzis. Al Lavoro Savvas Tsitouridis (nel 2004 si era dimesso da ministro
dell'Agricoltura) in sostituzione di Panos Panayiotopoulos. Una scelta un po' sorprendente. La sua politica di bilanciamento, in
confronto a quella di tendenza liberista dell'Economia, ha consentito a ND di ridurre la perdita di consenso.
 
La nomina della Bakoyannis sembra avviare una stagione di ricerca di nuovi equilibri interni a ND. Il palcoscenico nazionale e
internazionale in cui adesso si trova, se da un lato le consente di accentrare ulteriormente l'attenzione dei mass media, per altro verso
le impedisce di svolgere quel ruolo di politico esterno al governo, che le permetteva di essere considerata una possibile alternativa
(non solo dagli elettori di centrodestra). E' importante sottolineare che l'autonomia dei singoli ministri, in ogni governo, si intende
entro il quadro del programma, la cui titolarità spetta al primo ministro, soprattutto in un esecutivo monopartitico come quello greco.
 
ND, dal punto di vista elettorale, più che interessata a depotenziare gli effetti della eventuale concorrenza tra personalità forti quali
Karamanlis e Bakoyannis, ha aumentato l'attenzione verso la crescita del Laos - Movimento popolare ortodosso, che tutte le
rilevazioni danno in crescita. Il suo leader Giorgios Karadzaferis, grazie a una sintesi tra la politica di difesa sociale, particolarmente
sentita dai cittadini greci - come in tutta Europa alle prese con le trasformazioni in senso liberista della economia - e l'abilità mediatica,
può rappresentare un polo di attrazione molto interessante sia per una parte dell'elettorato di centrodestra, sia per la parte più social-
popolare di quello che oggi vota Pasok.
 
George Papandreou, leader del Pasok, eletto di recente presidente della Internazionale socialista, da detto che "il conto alla rovescia
del governo di ND è iniziato con questo rimpasto". Il Pasok è però impegnato in una difficile transizione. Dopo quasi venti anni
consecutivi al governo, il passaggio all'opposizione ha lasciato il segno. L'equilibrio tra la componente riformista-liberista e quella
social-democratica è fondamentale per il successo del partito. Non c'è molto tempo. Tra un paio d'anni si torna al voto per le
Legislative, ma già quest'anno le Amministrative potrebbero rappresentare un nodo determinante per leader e partiti.
 

 

 
 
   
 

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