"Storia delle banconote della Grecia"
termina lo 01 aprile 2006
Museo della Banconota (Banca di Corfù)
La mostra ripercorre la storia della dracma, in
particolare delle banconote, dal 1822 al passaggio
all'euro. In una sala dedicata alla
Ionian Bank (la prima banca britannica d'investimento ad
operare in Grecia, nel 2000 unitasi con la banca Alpha)
sono esposte, per la
prima volta, quelle emesse dal 1840 al 1920, oltre vari
documenti - contratti, delibere - timbri e fotografie. La
Ionian Bank fu istituita
nel 1839 a Corfù dal Senato delle Isole dello Ionio nel
Commonwealth, per finanziare le attività commerciali con
la Gran Bretagna.
Per 20 anni ebbe il diritto esclusivo di emettere
banconote per le isole ioniche, che nel 1864 entrarono a
far parte della Grecia.
Le prime dracme d'argento furono coniate nel VI sec. a.C.
ad Atene e nell'isola di Aegina. Il nome deriva dalla
quantità equivalente di
ferro, precedente unità di misura negli scambi. Vi erano
incise immagini di animali (una tartaruga in quelle di
Aegina e un gufo in
quelle di Atene), piante, panorami di città,
raffigurazione di templi, e, in seguito, divinità. La
dracma era moneta anche della Magna
Grecia - l'attuale Italia meridionale - e della Sicilia.
Una evoluzione notevole per gli scambi commerciali, per la
economia in genere, e
soprattutto una ulteriore dimostrazione del grado di
progresso culturale e politico raggiunto nel mondo
ellenico. Si pensi, come
paragone, che Roma passa dalle tavolette di bronzo alla
moneta tre secoli dopo. La espansione geopolitica, segnata
da Alessandro
Magno, sarebbe stata probabilmente impossibile senza le
nuove opportunità finanziarie date dalla invenzione della
dracma.
Nei secoli successivi segue il destino della Grecia. Nel
1832 torna a essere la moneta del nuovo stato ellenico. Le
prime banconote
furono emesse durante l'amministrazione di Ioannis
Kapodistrias, primo capo di stato (Kivernetis) della
Grecia libera. In precedenza,
il governo provvisorio aveva emesso una serie di buoni del
tesoro per agevolare la crescita economica. Nel 1868, con
l'ingresso nella
Unione monetaria latina (primo tentativo di creare una
moneta unica europea), la dracma diventa uguale in peso e
valore al franco
francese.
Le banconote precedenti al 1910 - in particolare tra il
1850 e il 1890 - sono quelle più rare. All’inizio erano
stampate da aziende
britanniche - Perkins & Bacon e Bradbury & Wilkins - e poi
della American Banknote Company, fino al 1928, quando la
Banca di
Grecia ne assunse la titolarità. Tra gli anni '20 e '30,
una serie di dracme fu stampata in Francia, con immagini
che creano un
collegamento tra la classicità e la modernità.
L'attenzione verso il valore estetico è una caratteristica
della Banca di Grecia, che ha sempre selezionato e assunto
grandi artisti con il
compito esclusivo di progettare e soprintendente l'intero
procedimento di stampa. La dracma supera la sua dimensione
monetaria,
diventa opera d'arte che circola liberamente, mass media
che promuove la identità nazionale. Durante la Seconda
guerra mondiale,
quando la Grecia è occupata dai nazisti (1941-44), la
dracma subisce una pesantissima svalutazione, causata
anche dalla emissione di
moneta dagli invasori. Il governo provvisorio, formato dai
partigiani antinazisti, aveva proprie banconote, il cui
valore era misurato in
riferimento al costo di un chilo di grano. Nel 1944
vennero stampate banconote da 50miliardi di dracme.
Nel Dopoguerra l'inflazione prosegue, seppure in termini
più contenuti. Atene decide l'ingresso nel sistema di
Bretton Woods, nato
nel dopoguerra per regolare le relazioni monetarie tra gli
stati. Ne deriva una fase di stabilizzazione. Intorno agli
anni ‘60 il cambio tra
dracma e dollaro è 30 a 1. Nel 1973 Bretton Woods entra in
crisi e la moneta greca ne risente, arrivando ad una
quotazione di 400
dracme per un dollaro. L'1 gennaio 2001 la Grecia entra
nel sistema monetario ed economico della Ue. Nel 2002 la
dracma è
sostituita dall'euro, continuando a essere scambiabile
fino all'1 marzo 2012. Il migliore auspicio sarebbe che,
in collaborazione con
Unione Europea, questa mostra diventi itinerante,
arrivando anche in altri stati comunitari, magari a
partire dall'Italia.